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Fiat, Berlusconi: di tutto per salvare l'occupazione

"Si', e' logico. Se ne sta occupando Scajola". Risponde cosi' il premier Silvio Berlusconi, prima di entrare al salone Margherita per assistere al Bagaglino, ai cronisti che gli chiedono se il governo fara' di tutto per salvaguardare di posti di lavoro della Fiat.

 Da quando il nuovo management ne ha assunto la guida il Lingotto "non ha ricevuto un euro dallo Stato". Il presidente di Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, respinge al mittente le critiche di chi dipinge il gruppo torinese come un'azienda assistita. E sugli incentivi chiede di "non fare confusione: sono un sostegno ai consumi e non soldi che vengono dati alle aziende", dice.


Fiat "è e rimane italiana", ha detto Luca Cordero di Montezemolo, spiegando, in merito "al chiacchiericcio sull'italianita'" dell'azienda: "Fiat è e rimane italiana, non solo perché è l'unica azienda il cui nome e' Fabbrica italiana auto Torino ma anche perché da quando sono presidente e Marchionne e' amministratore delegato, cioe' dalla meta' del 2004, abbiamo investito nel mondo 25 miliardi di euro e in Italia oltre 16".


Nel dibattito sul possibile sostegno al settore dell'auto con incentivi pubblici bisogna "uscire da un approccio demagogico ed affrontare la realtà delle cose": "gli incentivi sono rivolti ai consumatori e non alle aziende" e comunque in Italia "sono serviti per il 70% all'acquisto di auto di aziende straniere".

"Le scelte industriali, che servono a mantenere competitiva un'azienda non possono essere disgiunte dal farci carico dei problemi delle nostre persone", ha detto il presidente di Fiat, Luca Montezemolo, sottolineando di aver garantito la "centralità"' dell'attenzione al problema del lavoro anche parlandone con "il cardinale Bertone in risposta all'appello del Pontefice". La gestione del Lingotto è focalizzata anche "sull'occupazione, sul futuro dei nostri figli e del Paese".


Scajola: Fiat cresciuta anche grazie agli aiuti
"La Fiat ha saputo crescere in Italia e nel mondo con le sue capacita', ma anche con l'aiuto dei governi italiani e degli italiani". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, nel corso di un'intervista al Tg3.



Matteoli: nessun posto di lavoro andrà perso

"Il Governo non lascera' nulla d'intentato nella vertenza che riguarda lo stabilimento Fiat di Termini Imerese. Sono molto preoccupato, ma ho parlato a lungo con il ministro Scajola e sono certo che non si perdera' nemmeno un posto di lavoro".
Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, a Palermo per partecipare ad un convegno. "Certo, preoccupano le parole di Marchionne - ha aggiunto il
ministro - quando dice che la Fiat puo' fare a meno degli incentivi, facendo intendere quindi che ormai la decisione di chiudere Termini Imerese e' irrevocabile".


Il tavolo su Termini Imerese
Oggi durante il vertice al ministero la Fiat avrebbe fornito delle cifre sui lavoratori dello stabilimento siciliano dove intende chiudere la produzione (il termine è il 31 12 2011)
Da questi dati risulterebbe che circa la la meta' dei dipendenti dello stabilimento Fiat di Termini Imerese avrebbe i requisiti per la mobilita' con l'aggancio alla pensione.

In parole povere non dovranno essere riconvertiti, perderanno il posto, prima saranno messi in mobilità e in questo modo verranno accompagnati alla pensione. Una ipotesi contraria all'idea del governo di salvaguardare l'occupazione, Matteoli ha detto che nessun posto di lavoro dovrà andar perso. Fiat con queste valutazioni in un certo senso dimezza il problema occupazionale dei 1658 dipendenti  che perderanno il posto con il blocco della produzione a partire dal 2012. Ma l'azienda è stata chiara anche oggi ha ribadito che non intende mantenere nessuna attività a Termini Imerese. In serata corregge il tiro, in parte si rimangia quanto detto. I suoi portavoce dicono: "mai parlato di mobilità, la Fiat si e' limitata a fornire dati tecnici oggettivi relativi allo stabilimento e ai lavoratori del gruppo a Termini Imerese".


Nel corso della riunione di oggi il dicastero di via Veneto ha nominato Invitalia advisor per valutare le sette ipotesi di sviluppo dello stabilimento siciliano pervenute nel frattempo. Il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, ha poi annunciato che lunedi' prossimo la giunta regionale approvera' un atto con proposta per Termini che presentera' poi al governo.

Nella giornata di oggi, due rappresentanti dei lavoratori dello stabilimento di Pomigliano D'Arco sono stati ricevuti al ministero per trovare una soluzione per i precari dello stabilimento campano. E mentre a Roma si 'duella' a colpi di dichiarazioni, i lavoratori dello stabilimento Fiat di Termini Imerese hanno cominciato uno sciopero spontaneo e sono usciti dalla fabbrica per unirsi, nel piazzale, alla ventina di sindaci del comprensorio.

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