Tragico week end in montagna, 6 morti per valanghe

Tragico week end in montagna. Sei in tutto i morti provocati da valanghe. Due ragazzi muoiono sul monte Baldo, nel Veronese, mentre scendevano fuoripista. In Valsassina travolto il gestore di un rifugio. Ad Alpago, nel bellunese recuperato il corpo di uno scialpinista, un altro è grave. Una donna travolta da una slavina nel comasco è stata ritrovata ed è anche lei in gravi condizioni. Lastrone di ghiaccio su escursionisti: due morti.
Valanga nel bellunese: un morto e un ferito grave
Uno scialpinista è morto poco dopo mezziogiorno di oggi investito da una valanga sul Cimon di Palantina, in Alpago, nel bellunese. Un suo compagno è stato ritrovato dai soccorritori in gravi condizioni di salute. Al momento non sono note le generalità dei coinvolti. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha recuperato l'alpinista ferito per trasportarlo all'ospedale di Treviso. L'allarme era scattato attorno a mezzogiorno, lanciato da un terzo sciatore rimasto in superficie.
Trovato morto il ragazzo disperso nel veronese
E' stato trovato morto il giovane sciatore, L. C., 17 anni, disperso da ieri dopo essere stato travolto da una valanga sul Monte Baldo. Il giovane era con 2 amici, Matteo Barzoi, 20 anni, il cui corpo è stato ritrovato nella serata di ieri, e M.B. 17 anni, rimasto ferito. I tre, in fuoripista, cercavano di raggiungere il tratto intermedio della funivia, in località Prai Superiore. Le ricerche erano riprese stamani, dopo che due esperti hanno vagliato le condizioni di sicurezza del luogo.
Valanga sul monte Gren, grave un 45enne
Valangasul monte Gren, nel bergamasco. Travolto un uomo di 45 anni, in ipotermia gravissima. L'uomo è stato trasportato al san Gerardo di Monza.
Morto il gestore del rifugio in Valsassina
E' stato ritrovato morto Antonio Mariani, il gestore del rifugio Buzzoni, in localita' Piani di Bobbio, in Valsassina, dove ieri poco dopo mezzogiorno si e' staccata una slavina. Il corpo senza vita dell'uomo, che si trovava non molto in profondita' sotto la neve ma in un punto molto a valle rispetto al rifugio, e' stato rinvenuto dagli uomini del soccorso alpino attorno alle 11.30 di oggi. ).
In Veneto l'indice di rischio e' stimato nel grado 3 (marcato), su una scala massima di 5 punti. Il pericolo di slavine e' uguale sia sulle Prealpi, dove i fenomeni sono stati
piu' copiosi - da 45 a 50 centimetri di neve in quota - che sulle Dolomiti, dove sono caduti tra i 10 e i 20 centimetri. Nel primo caso, pero', il distacco di valanghe spontanee puo' essere piu' facile lungo pendii ripidi a causa delle neve vecchia
sottostante. Sulle Dolomiti invece il rischio puo' essere rappresentato anche dal semplice sovrappeso di uno sciatore.
Lastrone di ghiaccio su escursionisti: due morti
Due valanghe si sono abbattute sui turisti della montagna nelle prime ore del pomeriggio di oggi in Piemonte, uccidendone due e ferendone una terza. Per ora le notizie sono frammentarie. L'episodio piu' drammatico e' avvenuto in Val d'Ossola, localita' Salecchia di Premia, all'inizio della val di Antigonia, nel Verbano Cusio Ossola. Qui si e' staccata dalla montagna una lastra di ghiaccio, che e' finita su un sentiero sul quale stavano camminando due persone rimaste travolte e uccise. Il secondo episodio, meno grave, e' accaduto nel pinerolese, ad Angrogna (Torino), a 1.400 metri di altitudine: vittima uno sciatore che e' stato investito dalla neve riportando solo lievi ferite. Ora e' ricoverato all'ospedale di Pinerolo.
Slavina nel comasco, donna ferita in modo grave
E' stata ritrovata la donna rimasta sotto la slavina che si e' staccata sul monte Grona sopra Menaggio (Como). La donna e' in gravi condizioni; sono in corso le manovre rianimatorie ed e' previsto il trasferimento all'ospedale di Bergamo. Nella valanga e' stato coinvolto anche un uomo ritrovato subito, ferito, anche se in non gravi condizioni.
Rischio valanghe in Piemonte e Veneto
Anche in Piemonte, dove dopo le nevicate di ieri oggi e' tornato a splendere il sole, cresce il pericolo di valanghe. E' ora 'marcato' (grado 3 su una scala che arriva fino a 5) e si attenuera' soltanto, e non in tutto l'arco alpino, lunedi', quando la regione sara' interessata da un abbassamento delle temperature. Tra 48 ore, comunque, e' prevista una nuova nevicata, dapprima sui rilievi meridionali e sulle pianure - informa il bollettino dell'Arpa - poi, da martedi', estesa a tutto il Piemonte.
Forte vento in Sardegna
Disagi per il vento, invece, in Sardegna. Il forte maestrale ha causato ritardi nell'arrivo delle navi provenienti dalla penisola. In particolare il traghetto Domiziana della Tirrenia partito da Genova per Olbia e' giunto in porto tre ore dopo il previsto mentre l'Aurelia, che collega Civitavecchia con Cagliari, attesa in mattinata, e' arrivata
solo nel pomeriggio. Il vento ha raggiunto punte di oltre trenta nodi (circa 60 chilometri all'ora) e ha interessato soprattutto il mar Tirreno.
Neve e pioggia
Neve e pioggia in buona parte della penisola in questo primo week end di febbraio. Il maltempo ha fatto pure due vittime: una lastra di ghiaccio sull'asfalto e', infatti, con molta probabilita' la causa di uno scontro frontale, sulla statale vigevanese, tra un pullman e un'auto a bordo della quale viaggiavano due sorelle di 51 e 42 anni
residenti a Cesano Boscone (Milano).
Per parecchie ore, nella notte, le precipitazioni nevose hanno interessato soprattutto le autostrade del Nord-Ovest, ma non sono state segnalate criticita', ad eccezione dei tratti autostradali in prossimita' delle principali aree metropolitane lombarde, dove si sono avuti rallentamenti a causa del consueto traffico intenso del venerdi'.
Dalla tarda serata di ieri fenomeni di pioggia gelata si sono registrati su alcuni tratti
dell'A26 tra Alessandria e Meina e della A1 tra Milano e Parma.
Pioggia, invece, su tutta l'Emilia-Romagna. Neve sui passi e al valico dell'Autosole, nella zona di Pian del Voglio, ma c'e' un miglioramento complessivo della situazione dopo la pioggia gelata che ieri sera aveva portato alla decisione di chiudere
tutti gli svincoli tra Fidenza (Parma) e Milano.
Il Governo vuole il carcere
per chi, provocando una valanga, si rende responsabile della morte di altre persone e cinquemila euro di ammenda per chi scia fuori pista o compie escursioni in montagna quando c'e' una situazione di pericolo concreto indicata nei bollettini nivo-meteorologici. Il provvedimento, secondo quanto si apprende, e' contenuto in un emendamento del governo - su proposta del Dipartimento della Protezione Civile - al decreto legge emergenze in discussione al Senato. L'emendamento e' stato presentato in commissione Ambiente dal relatore, il presidente Antonino D'Ali, e ha ricevuto il via libera: sara' ora l'Aula del Senato a decidere se approvarlo o meno. Nel testo si prevede una sanzione amministrativa pecuniaria di 5mila euro per chi non ottempera alle disposizioni indicate nei bollettini meteo. Sanzione che scattera' sia per chi scia fuori pista sia per chi va a fare un'escursione in montagna. Nel caso in cui il comportamento di sciatori ed escursionisti provochi un disastro con morti e feriti, scatta l'ipotesi di reato e il carcere.
