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Berlusconi: sinistra meschina, legge violata Bersani: non è un premier, è un agitatore

«Siamo qui per reagire all'assoluta disinformazione data riguardo alle vicende del Pdl a Roma. Voglio dire subito che in quello che accaduto non vi e' stata alcuna responsabilita' riconducibile ai nostri dirigenti e funzionari. Vi darò quindi una ricostruzione fedele e incontrovertibile di quello che e' accaduto e sarò molto pignolo»: ha esordito così Silvio Berlusconi nella conferenza stampa organizzata oggi a Roma sulla vicenda delle liste per le regionali. «A Roma ci hanno impedito di presentare la lista» ha detto il premier, per il quale «l'inopinata esclusione del Pdl e' dovuta alla gazzarra dei radicali. Non c'e' nessuna responsabilita' riconducibile a noi. E' stata violata la legge».

Nel primo pomeriggio, il segretario del Pd, Bersani, definendo fantasiosa la ricostruzione del premier, ha avanzato una proposta: Pdl e Pd fermino i ricorsi.

Berlusconi: «Nuovo ricorso, non potranno darci torto». «Non c'e' stato alcuno sbaglio da parte dei nostri rappresentanti del partito: e' stato un atteggiamento inaccettabile da parte dell'ufficio circoscrizionale. Con questa ricostruzione precisa, documentata e certificata, noi faremo un nuovo ricorso e sono sicuro che di fronte a questo fatto non potranno darci torto.

«Non ho mai chiamato nessuno "un branco di imbecilli"» dice il presidente del Consiglio a proposito delle indiscrezioni sulle quali «i giornali in questi giorni si sono esercitati» a proposito della sua insoddisfazione per la presentazione delle liste.

«Gazzarra dei radicali». «E' stata posta in atto una gazzarra da parte di altre liste, in particolare dai Radicali, con la scusa che fosse in atto una manomissione delle liste. La gazzarra ha costretto i contendenti ad allontanarsi» dice il premier dicendo che e' «stato impedito» ai rappresentanti delle liste del Pdl di consegnare le liste per il partito per la Provincia di Roma, in vista delle elezioni regionali del Lazio.

«Il magistrato ha deciso l'esclusione». «Milioni e Polesi - dice Berlusconi - chiedevano l'intervento del magistrato, ma con loro grande sorpresa, il dottor Diamanti, con l'aiuto di Anna Argento, decideva incredibilmente che erano esclusi, asserendo che si trovavano oltre la linea di un centimetro in questo grande salone».

«Ad Abrignani avevano assicurato: tutto sara' sanato». «Al responsabile nazionale Ignazio Abrignani, arrivato in tribunale dopo la telefonata tempestiva dei delegati del Pdl, era stata data precisa assicurazione che tutto sarebbe stato sanato a seguito di un ricorso, che e' stato presentato alle ore 17 all'ufficio circoscrizionale».

«Errore marchiano senza fondamento giuridico». «C'e' stato un marchiano errore da parte dell'ufficio circoscrizionale» che non ha proceduto alla «registrazione» della lista del Pdl. Per il premier e' stato il «frutto di una decisione» che ha «motivazioni non condivisibili e prive di fondamento giuridico».

«Rilievi del Tar privi di pregio». «Sia detto per inciso, anche i rilievi del Tar sono privi di pregio in merito all'applicazione del decreto legge interpretativo - dice Berlusconi - La questione sara' oggetto di una conferenza stampa» in futuro».

«Violata la legge, fiscali con noi, tolleranti con altri». «E' stata violata la legge che riguarda la registrazione delle liste, perche' i nostri delegati erano negli uffici entro l'orario stabilito, e poi sono state infrante anche le regole del buonsenso e verso di noi c'e' stato un atteggiamento discriminatorio, come anche in Lombardia, con un atteggiamento fiscale verso di noi, mentre verso errori della sinistra si e' chiuso un occhio».

«Le norme sulla presentazione delle liste elettorali vanno cambiate, ma non si pensi ad un'Authority - dice il capo del governo - Il mio parere e' che alcune regioni debbano introdurre una modifica delle norme per imporre la presentazione delle firme soltanto a quei partiti che non sono gia' presenti nelle assemblee regionali o in quelle nazionali».

«Il comportamento della sinistra e' stato ed e' antidemocratico e meschino, noi ci saremmo comportati nel modo opposto - dice il premier - Ma daremo una lezione alla sinistra. Dimostreremo di poter prevalere sui malefici, la slealta', l'atteggiamento antidemocratico della sinistra».

«Volevano correre da soli come in Urss». «I nostri avversari partono con un vantaggio indebito, ma sono certo che anche con questa penalizzazione ingiustificabile e antidemocratica noi riusciremo a prevalere sui nostri avversari che avrebbero preferito correre da soli proprio come si usava in Unione Sovietica».

«Avevamo avvisato Bersani del decreto». «La richiesta di buonsenso alla sinistra e' continuativa ma senza risultato - dice il premier - In quest'occasione il sottosegretario Gianni Letta, durante la preparazione del decreto, ha telefonato al segretario del Pd Bersani e lo ha avvisato del progetto del governo».

«Mai pensato allo slittamento del voto». «Dobbiamo far prevalere le ragioni della politica, i cittadini sono stanchi delle polemiche delle carte bollate - dice il premier - Lasciamo ai legali i ricorsi, noi presentiamo i nostri programmi con i nostri candidati. Vinceremo le prossime regionali anche se il Pdl e' stato penalizzato. Abbiamo deciso di impegnarci anche nel Lazio affinche' vinca il candidato migliore. Non prevediamo uno slittamento del voto, non lo abbiamo mai pensato e, in caso di estromissione della lista del Pdl di Roma, raddoppieremo i nostri sforzi per far prevalere Renata Polverini».

Pdl in piazza il 20 marzo. «Dopo tante manifestazioni della sinistra e dintorni - dice il premier - ho ceduto anche io alla richiesta di molti deputati, coordinatori regionali e provinciali, di indire una manifestazione in difesa del diritto di voto, che presumibilmente si terra' il 20 marzo a Roma».

Fini: non vado in piazza con il Pdl. «Il presidente della Camera non partecipa mai, in campagna elettorale, a manifestazioni organizzate dai partiti. Il suo ruolo istituzionale glielo impedisce» ha detto Gianfranco Fini ai cronisti che gli chiedevano se avesse o meno intenzione di partecipare alla manifestazione organizzata per il 20 marzo dal Pdl e annunciata dal premier. E ai cronisti che incalzano chiedendo: «Presidente ma la condivide?» Fini risponde: «Non rispondo a questa domanda solo perche' a farmela e' una signora».

Berlusconi: «Fini non viene? E' il presidente della Camera». «Il presidente Fini, mi sbaglio, o e' il presidente della Camera, che e' la terza carica dello Stato? Questa e' la risposta» ha detto il premier a chi gli faceva notare che il presidente di Montecitorio non prendera' parte alla manifestazione promossa dal Pdl per il 20 marzo a Roma.

Bossi: «la Lega in piazza con Berlusconi». Il segretario della Lega Nord scoglie la riserva: «Non abbandoniamo Berlusconi». «Come si fa - ha aggiunto - a fare una porcheria del genere?». In giornata aveva detto che sulla questione bisognava «ancora valutare bene, perche' la Lega e' una carta pesante». Secondo Bossi nel Lazio quelli del Pdl «sono stati bloccati da un partito di facinorosi come i radicali».

Bersani: dal premier ricostruzione fantasiosa. «Quella presentata stamattina dal presidente del Consiglio Berlusconi e' una ricostruzione fantasiosa» ha detto nel primo pomeriggio il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, durante una conferenza stampa nella sede del partito. «Berlusconi e' un agitatore, non un capo di governo. Il presidente del Consiglio si e' presentato come un agitatore politico, come un capolista, anziche' come il capo del governo di tutti gli italiani. Quello che doveva essere il governo del fare - ha detto - e' finito per essere il governo del fare confusione. E' inutile prendersela con Tizio o Caio, perche' lì c'e' un verbale dei Carabinieri. Lasciamo lavorare chi di dovere, documenti e carte alla mano».

«Pd e Pdl rinuncino ai ricorsi». «A questo punto - dice Bersani - il centrodestra rinunci a proseguire nei suoi ricorsi. Noi, d'accordo con il candidato Penati, siamo pronti a fermare il ricorso in Lombardia. E' ora di creare un clima in cui finalmente si possa parlare delle cose che interessano ai cittadini».

«Noi non abbiamo mai voluto escludere nessuno, ma non si può chiedere di essere conniventi a misure che servono a sanare solo i loro problemi e che strappano le regole di uno Stato di diritto - dice Bersani - Hanno anche fatto un decreto su misura sbagliando le misure, ma in Italia c'e' uno Stato di diritto». Bersani contesta la ricostruzione fatta dal premier sulla consegna delle liste nel Lazio. «Sono stati loro a parlare di errori - ricorda il leader Pd - Bossi ha parlato di una "banda di incapaci", Rotondi ha detto che il Pdl ha sbagliato, Fini ha detto che sono stati commessi errori. L'arroganza e' non aver riconosciuto che si e' sbagliato».

«Mai chiesta la nostra collaborazione». «Avrebbero dovuto riconoscere l'errore - dice Bersani - esercitare i vari gradi di giudizio ed eventualmente rivolgersi all'opposizione. Non e' successo. Confermo: ho avuto una sola telefonata da Gianni Letta 15 minuti prima di entrare in Consiglio dei ministri, una telefonata in cui gentilmente mi illustrava i contenuti del dl, ricevendo la mia contrarieta'».

Casini: era meglio se premier chiedeva scusa. «Pensavamo che questa vicenda potesse concludersi in un nodo migliore - dice Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc - e cioe' chiedendo scusa agli italiani degli errori fatti. Invece Berlusconi sembra come quel genitore che se la prende con il professore quando il proprio figlio e' stato bocciato e non ha studiato. Gli errori sono stati fatti e sono dello stesso Pdl».

«Non si può tirare Napolitano per la giacca». «Noi abbiamo fiducia nelle istituzioni. Il presidente Napolitano non può essere tirato da una parte e dall'altra a seconda della convenienza di una parte politica o dell'altra» dice inoltre Casini tornando sulle accuse a Napolitano fatte da una parte dell'opposizione per aver firmato il dl salva-liste. «Il presidente della Repubblica non ha la responsabilita' politica dei decreti che firma -precisa Casini - questa e' solo del governo. Non si può difendere il capo dello Stato solo se firma decreti che ci piacciono e fare ricorso alla piazza se pone la firma sotto decreti che non condividiamo».

Idv: dal premier un mare di frottole. «Berlusconi ha raccontato un mare di frottole e ha capovolto la realta' - dice Massimo Donadi, capogruppo dell'Idv alla Camera - Piu' che il capo del governo italiano sembra il mago do Nascimiento, il compare televisivo di Wanna Marchi. Il problema e' che le menzogne raccontate oggi dal premier saranno ripetute ossessivamente dai telegiornali di regime e per tanti italiani diventeranno verita'».

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