Rai, Zavoli: "Troppi filtri esterni, manca solo il filo spinato: così la strangoleranno"

La Commissione di Vigilanza sulal Rai ha proseguito oggi l'audizione dei vertici dell'azienda sul contratto di servizio tra azienda e ministero. Il presidente della Vigilanza Sergio Zavoli ha lanciato un allarme sui troppi condizionamenti esterni, mentre il dg Mauro Masi ha negato che la sospensione dei talk show abbia portato perdite economiche all'azienda.
Zavoli: manca solo il filo spinato. La Rai è legata «a infinite prerogative che si vanno costituendo al suo esterno e che la costringono ad obbedire ad una serie di tattiche che a lungo andare la strangoleranno: Vigilanza, Authority, contratto di servizio, commissione paritetica, comitato di esperti... mi scuso per l'enfasi che metto nella metafora ma manca solo il filo spinato intorno alla Rai. È un problema che la politica deve porsi perché credo che non si possa andare avanti così», ha detto il presidente della Commissione di Vigilanza.
Garimberti: «Quando il presidente Zavoli ha evocato il filo spinato, io l'ho sentito un po' sulla mia pelle. Non vorrei troppo filo spinato come presidente della Rai, anche se mi rendo conto che l'azienda di servizio pubblico deve osservare regole, principi e valori. In certi momenti ci sentiamo talmente presi da lacci e lacciuoli che è molto difficile operare in maniera efficace dal punto di vista dell'informazione e della comunicazione, intesa in senso lato e non solo politica», è stato il commento del presidente della Rai Paolo Garimberti alle dichiarazioni di Zavoli. Secondo Garimberti «la Rai è servizio pubblico e non tv di Stato, termine che considero espressione di totalitarismo».
«La Rai non ha subito nessuna perdita economica dopo la sospensione dei talk show», ha ribadito il dg Mauro Masi nell'audizione in Vigilanza. «Il risvolto economico è zero - ha spiegato - perchè la Sipra è riuscita a intervenire con gli inserzionisti, per recuperare in futuro gli spazi pubblicitari delle trasmissioni sospese. Quindi la perdita è zero». Sul calo di ascolti, Masi ha poi detto «che quelli complessivi della Rai sono tutt'altro che negativi, la Rai è vincente».
Taglio reale a bilancio di 90 milioni. «C'è un grande impegno di tagli e razionalizzazione dei costi e delle spese dell'azienda. Nella seconda metà del 2009 c'è stato un taglio reale di oltre 90 milioni di euro e nell'anticipo di bilancio consuntivo si potrebbe arrivare anche ad una situazione di equilibrio», ha aggiunto Masi. Il dg Rai ha spiegato che nel bilancio 2010 «sul quale si scaricavano una serie di tensioni derivanti dalla lunga coda della crisi pubblicitaria e i costi di grandi eventi sportivi, si arrivava ad un tendenziale di oltre 260 milioni di euro. La previsione di bilancio approvata dal cda è invece di 118 milioni di euro quindi è taglio molto significativo. Fermo restando l'andamento del canone che considero una variabile esogena che ha bisogno di interventi di governance e di natura normativa è un percorso importante, di grande rilevanza, siamo fiduciosi di scendere ancora».
Donadi: la Corte dei Conti dirà la verità. «Il direttore generale Masi dice che la Rai non ha subito perdite economiche dalla sospensione dei talk show? Siamo contenti che sia tranquillo, ma per essere sicuri sui conti e per conoscere la verità preferiamo attendere la risposta della Corte dei Conti al nostro esposto. Hanno privato i cittadini dell'informazione politica, ora ne paghino le conseguenze, anche economiche», ha replicato il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi.
