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Alla Farnesina il docufilm Il fiore delle terre nere – Marcinelle 70 anni dopo

Da Manoppello a Roma, il respiro della memoria

Data :

7 agosto 2026

Alla Farnesina il docufilm Il fiore delle terre nere – Marcinelle 70 anni dopo
Municipium

Descrizione

La memoria di Marcinelle ha il volto di Lucia Romasco, novantuno anni, lo sguardo fiero e il peso di un’attesa che non è mai finita. È lei, ultima vedova della tragedia di Bois du Cazier, il simbolo di un dolore che da settant’anni vive a Manoppello, il paese abruzzese che continua a custodire il ricordo dei suoi 22 minatori, morti l’8 agosto 1956, nella tragedia che cambiò per sempre la storia dell’emigrazione italiana. La memoria ha anche i volti di Gemma e Camilla Iezzi, che portano un fiore sulla tomba del padre Camillo Iezzi, morto a soli 26 anni nell’incendio del pozzo n. 1 della miniera di Bois du Cazier. Ai loro figli e ai loro nipoti continuano a raccontare chi fosse quel nonno mai conosciuto e il lungo cammino della madre Maria Di Valerio, scomparsa nel 2023, che per tutta la vita ha custodito e tramandato la memoria di quella tragedia, trasformando il dolore in testimonianza.

A Manoppello è stato girato “Il fiore delle terre nere – Marcinelle 70 anni dopo”, il documentario di Rai Documentari, prodotto da Pandataria Film e diretto da Salvatore Braca, presentato oggi, giovedì 6 agosto, nella Sala Aldo Moro del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Non è soltanto il racconto della più grave tragedia dell’emigrazione italiana nelle miniere del Belgio. È soprattutto un viaggio dentro le vite di uomini e donne che hanno pagato con tutto ciò che avevano il sogno di costruire un futuro migliore. Un racconto costruito attraverso testimonianze inedite, fotografie, lettere, documenti d’archivio e ricordi familiari che restituiscono un volto umano ai 262 minatori morti nella miniera di Bois du Cazier, tra i quali 136 italiani.  Oggi, a Roma, l’apertura della presentazione è stata affidata a un videomessaggio del vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani. Sono intervenuti l’ambasciatore Riccardo Guariglia, segretario generale della Farnesina; monsignor Marco Malizia, consigliere ecclesiastico del Ministro degli Esteri; il vicesindaco del Comune di Manoppello Giulia De Lellis, il direttore di Rai Documentari Luigi Del Plavignano, il regista e autore Salvatore Braca e il vicedirettore di Rai Documentari Piero Alessandro Corsini.

A rappresentare la comunità di Manoppello erano presenti, insieme al vicesindaco De Lellis, l’assessore Roberto Cavallo, il consigliere Roberto D’Emilio e Camilla e Gemma Iezzi, figlie di Camillo Iezzi, uno dei minatori che non fece più ritorno da Marcinelle.

Accanto alla storia di Lucia, Gemma e Camilla, il documentario raccoglie altre testimonianze profondamente legate a Manoppello ci sono quelle di Ivo Iezzi, appena diciottenne all’epoca della tragedia, incaricato di fotografare il giorno dei funerali, Davide Castellucci, Francesca Del Rosso, Giovanni Pepe. Accanto a loro trova spazio anche il percorso della cantastorie abruzzese Lara Molino. Il viaggio della memoria conduce anche in Belgio, sui luoghi della tragedia, dove le testimonianze della nuova generazione di italiani raccontano come quel legame tra l’Italia e Marcinelle sia ancora vivo. A fare da filo conduttore è Urbano Ciacci, novantenne, minatore dell’epoca, che accompagna lo spettatore attraverso Bois du Cazier in un percorso fatto di ricordi, coscienza e responsabilità.

Testimonianze dirette, fotografie private, lettere mai raccontate, materiali dell’archivio museale, ricostruzioni e immagini del Museo di Bois du Cazier, oggi Patrimonio Mondiale UNESCO, consentono di ricostruire ciò che accadde quella mattina dell’8 agosto 1956, quando il fuoco divorò la miniera a 1.035 metri di profondità, spezzando la vita di centinaia di giovani emigranti partiti dai piccoli paesi d’Italia e d’Europa alla ricerca di un futuro migliore.

Il documentario ricostruisce anche il contesto storico di quella migrazione. Tra il 1946 e il 1956 oltre 140 mila italiani attraversarono le Alpi per lavorare nelle miniere di carbone della Vallonia. Era il risultato dell’accordo tra Italia e Belgio che prevedeva la fornitura di carbone al nostro Paese in cambio di manodopera italiana. Un’Italia ancora segnata dalla guerra, con milioni di disoccupati e intere comunità costrette a emigrare, trovò in quell’intesa una speranza.

“Ricordare per cambiare e ripartire dai giovani” è il messaggio che attraversa l’opera perché la storia di Marcinelle non appartiene soltanto alle famiglie delle vittime, ma è una pagina della storia italiana ed europea che continua a interrogare il presente e a chiedere di essere trasmessa alle nuove generazioni.

Dopo la presentazione alla Farnesina, il docufilm sarà proiettato in anteprima nazionale, domani venerdì 7 agosto alle ore 21 in piazza Marcinelle a Manoppello, alla presenza del regista Salvatore Braca.

La messa in onda è prevista il 9 agosto su Rai 1, nello Speciale TG1.

Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2026, 09:24

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