Descrizione
Trascorsi settant’anni, è ancora viva la memoria del disastroso incendio della miniera di carbone di Bois du Cazier, a Marcinelle, in Belgio, dove l’8 agosto 1956 persero la vita 262 minatori. Di questi, 136 erano italiani e 60 abruzzesi. Ventidue provenivano da Manoppello, per questo considerata “Città Martire”. Quella di Marcinelle fu una delle più gravi tragedie minerarie del Novecento e il terzo incidente minerario per numero di morti italiani, dopo quelli di Monongah, negli Stati Uniti, nel 1907, e di Dawson, nel 1913.
A Manoppello accanto alla corona della municipalità, è stata deposta la corona del Presidente della Repubblica: un tributo solenne che ha accompagnato la commemorazione ufficiale.
L’avvio della cerimonia è stato affidato alle voci dei ragazzi del Campo scuola nazionale “Anch’io sono la Protezione Civile” che si sono levate commosse in piazza Marcinelle, dove la Fontana di Cascella ricorda il sacrificio dei lavoratori divorati dal fuoco a 1.035 metri di profondità, mentre venivano letti i nomi e i Comuni di provenienza dei 60 minatori abruzzesi morti nella tragedia di Marcinelle.
La cerimonia ha visto la partecipazione dei familiari dei caduti, tra loro Lucia Romasco, 91 anni, che continua a onorare la memoria del marito Santino Di Donato, morto a soli 28 anni l’8 agosto 1956 e Camilla Iezzi, portavoce dei familiari dei Caduti di Marcinelle e figlia della manoppellese Maria Di Valerio, la più giovane vedova di Marcinelle, scomparsa nel 2023. Con loro, presenti a Manoppello, figli, nipoti e pronipoti dei 22 caduti manoppellesi di Marcinelle, custodi di una memoria familiare che attraversa generazioni. Presente anche Agostino Sacco, arrivato in Abruzzo dalla Campania e fratello di Antonio Sacco, il più giovane minatore italiano scomparso nella miniera di carbone, a soli 16 anni. Antonio raccontava al fratello quanto fosse grande e fraterno il legame con i minatori manoppellesi al Bois du Cazier, che di fatto lo avevano “adottato”, facendolo sentire parte della loro comunità. Alla cerimonia era presente anche Giorgio Mancini, figlio di Nunzio Mancini, scomparso a 96 anni nel giugno scorso e ricordato come l’ultimo minatore manoppellese sopravvissuto alla tragedia di Marcinelle. Il destino gli salvò la vita quel tragico 8 agosto 1956 perché il suo turno sarebbe iniziato nel pomeriggio ma Nunzio si unì ai soccorritori e affrontò il compito più duro: riportare in superficie i corpi dei suoi compagni. Un dolore che lo ha accompagnato per tutta la vita.
“Settant’anni non hanno cancellato il dolore, ma hanno trasformato la memoria in una responsabilità – ha dichiarato dal Belgio il sindaco di Manoppello e presidente della Provincia di Pescara Giorgio De Luca –. Marcinelle non è soltanto il ricordo di una tragedia del passato: è un monito permanente sul valore della vita, sulla dignità del lavoro e sulla necessità di garantire sicurezza a ogni lavoratore. Nel settantesimo anniversario, da oggi “Giornata europea in memoria delle vittime di incidenti sul lavoro”, questo messaggio assume un significato ancora più forte. È nostro dovere ricordare i 262 uomini del Bois du Cazier, i 60 abruzzesi e i nostri 22 concittadini. Manoppello continuerà a custodire questa memoria e a trasmetterla ai giovani, perché nessuna vita sacrificata lavorando possa essere dimenticata e perché la sicurezza e la dignità del lavoro siano sempre una priorità”.
“Quella di Marcinelle è anche e soprattutto una storia di donne – ha sottolineato in piazza a Manoppello il vicesindaco Giulia De Lellis –. Donne che hanno aspettato, che hanno cresciuto figli da sole, che hanno custodito fotografie, lettere, ricordi e che hanno avuto la forza di raccontare per tutta la vita il dolore della perdita. Abbiamo il privilegio inestimabile di avere ancora con noi la voce viva di questo racconto: la testimonianza di Lucia Romasco, la forza di Camilla Iezzi e il ricordo indissolubile di Maria Di Valerio, che ci ha lasciati nel 2023 ma la cui eredità vive nelle sue figlie e nei figli di tutti i minatori. Ai nostri ventidue martiri, ai loro figli, alle loro vedove, oggi la nostra generazione può finalmente dire: vi abbiamo reso giustizia. Da Manoppello a Marcinelle, il nome delle vittime oggi risuona nella nostra memoria collettiva”.
Alla commemorazione di Manoppello hanno preso parte la viceprefetto di Pescara Marisa Amabile; il senatore Etelwardo Sigismondi, primo firmatario della proposta di legge approvata all’unanimità dal Senato della Repubblica per il riconoscimento come Monumenti Nazionali di Piazza Marcinelle e della Cappella delle Vittime di Marcinelle di Manoppello; i deputati Nazario Pagano e Luciano D’Alfonso; i consiglieri della Regione Abruzzo Luca De Renzis, Antonio Balsioli e Antonio Di Marco; l’arcivescovo Bruno Forte; il vicepresidente della Provincia di Pescara Filippo Mariani; Massimiliano Picciani, consigliere del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE); Claudio Ciampagna, del direttivo ANMIL di Pescara; Massimo Longaretti, della segreteria della Uil Abruzzo; il questore di Pescara Francesco Rattà; il comandante provinciale dei Carabinieri di Pescara Stefano Ranalletta; il comandante della Compagnia Carabinieri di Popoli Terme, maggiore Carlo Colantoni; il comandante della Stazione dei Carabinieri di Manoppello Marco De Vito; sindaci e amministratori dei Comuni di Rosciano, Farindola, Serramonacesca, Alanno, Lettomanoppello e Roccamorice; la responsabile della Polizia Locale di Manoppello Simonetta Clivio, con gli agenti Fabrizio Ciavarella e Maddalena Guerriero.
Presente dal Belgio la consigliera del Comune di Charleroi e rappresentante del Bois du Cazier Line Manouvrier.
Con tutti loro, insieme al vicesindaco del Comune di Manoppello De Lellis, il presidente del Consiglio comunale Davide Iezzi, gli assessori Roberto Cavallo e Giuseppe Di Nardo, il consigliere comunale Lucio Di Bartolomeo, il parroco di Manoppello frate Girolamo Di Rosa, il coordinatore regionale dell’ANA – Sezione Abruzzi Antonio Iezzi, la presidente della Pro Loco Manoppello Giulia Del Rosso, i rappresentanti delle associazioni Marcinelle per non dimenticare ed ex minatori nelle miniere del Belgio.
Al termine della cerimonia, i presenti si sono spostati nel vicino cimitero di Manoppello paese per un doveroso tributo ai defunti di Marcinelle che lì riposano, tutti insieme, in una cappella recentemente riqualificata dal Comune. Introdotto dal presidente del Consiglio comunale Davide Iezzi, l’arcivescovo Bruno Forte ha condiviso riflessioni e preghiere, ricordando i minatori vittime del Bois du Cazier e il dolore delle loro famiglie.
Contemporaneamente in Belgio, a Marcinelle, a ricordare quanti persero la vita nelle viscere della terra, nell’ex sito minerario, c’era una delegazione del Comune di Manoppello guidata dal sindaco e presidente della Provincia di Pescara Giorgio De Luca, insieme all’assessore Noemi Tridenti e ai consiglieri comunali Anna Giuseppina Ilario e Stefano Mancini. A settant’anni dalla tragedia, nel sito dell’ex miniera, oggi patrimonio Unesco, alle 8.10 di questa mattina la campana Maria Mater Orphanorum ha battuto 262 rintocchi, uno per ogni minatore morto nelle viscere della terra l’8 agosto 1956. Alla cerimonia hanno preso parte autorità istituzionali italiane e belghe, i rappresentanti delle amministrazioni locali, delle comunità italiane in Belgio, delle associazioni e del mondo del lavoro, riuniti per rendere omaggio alle vittime e alle loro famiglie.
A Manoppello le iniziative proseguono in serata, alle ore 21, sempre nel centro storico, in piazza Marcinelle, con la presentazione del libro “Mamma, sai: dalla fabbrica sono arrivato al Senato” di Antonio Razzi, che dialogherà con il pubblico raccontando la propria esperienza di emigrazione e il percorso umano e istituzionale che lo ha portato fino al Senato della Repubblica.
Sarà inoltre proiettato il cortometraggio “Mammoletta”, della regista e sceneggiatrice belga Vinciane Le Men, che interverrà alla serata. L’opera, testimonianza artistica dedicata ai temi della memoria, dell’emigrazione e dell’identità, approfondisce le complesse dinamiche familiari e sociali della comunità italo-belga degli anni Cinquanta e restituisce uno sguardo sulle esperienze vissute dagli emigrati italiani e dalle loro famiglie.
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Ultimo aggiornamento: 8 agosto 2026, 14:47